Da Lesbo a Roma per costruire Ponti di accoglienza

Free legal AidPubblichiamo un articolo di “Un ponte per” ( link ) riguardo la collaborazione dell’Ong con lo sportello di assistenza legale di Esc Infomigrante

Era l’inizio del 2015 quando, insieme ai nostri Comitati Locali, decidevamo di aprire un nuovo fronte di lavoro dedicato ai migranti, unendo l’impegno nei territori di conflitto in cui operiamo a quello per la costruzione di pace e accoglienza in quelli in cui viviamo.

Era nata così l’idea di sostenere i nostri Comitati attraverso il finanziamento di 5 micro-progetti, tutti dedicati ai migranti, all’accoglienza, alla conoscenza reciproca.  

E’ quindi in quest’ottica che si è rinforzata anche la collaborazione con lo sportello “Infomigrante”, da anni operativo ad ESC, a Roma, oggi a rischio di chiusura per lo sgombero che pende su questo spazio sociale.

Lo sportello ormai da anni porta avanti un prezioso lavoro di tutela dei diritti dei migranti nella capitale, attraverso l’insegnamento della lingua italiana per stranieri e l’assistenza legale a richiedenti asilo e rifugiati.

Le attività dello sportello sono andate avanti in questi mesi, e hanno partecipato anche i nostri volontari di Servizio Civile.

Da ottobre sono state tante le giornate dedicate ai migranti, e in particolare alla preparazione per le audizioni della Commissione territoriale che valuta le richieste di asilo. Ed è stato grazie a questi incontri che si è iniziato a toccare da vicino l’effetto delle recenti modifiche legislative e prassi di polizia nei luoghi di sbarco: quel sistema noto come “hotspot”, che prevede la separazione fra “migranti economici”, richiedenti asilo, identificazioni forzate.

A tutti i migranti che vengono ritenuti “economici”, infatti, viene notificato un provvedimento di “respingimento differito” e questo fa sì che, nel caso in cui volessero presentare domanda d’asilo, rischierebbero di essere trattenuti in un centro di identificazione ed espulsione fino a 12 mesi.

Ci sono poi storie come quelle di S., un ragazzo gambiano seguito allo sportello. Era dicembre quando è sbarcato a Porto Empedocle, in Sicilia, e le autorità lo hanno erroneamente identificato come maggiorenne notificandogli un provvedimento di respingimento. Avrebbe dovuto lasciare il paese in pochi giorni, ma ha invece provato a raggiungere Roma. Qui lo abbiamo aiutato a dimostrare la sua minore età grazie all’aiuto dell’associazione Medici contro la Tortura, e poi a trovare un alloggio e ad andare avanti nella sua richiesta di protezione internazionale.

Quello di S. è uno tra centinaia di casi, che rivelano l’inadeguatezza del sistema di accoglienza italiano e la sua cecità di fronte ad esigenze umanitarie che diventano ogni giorno più urgenti.

Anche per questo sono proseguite allo sportello le giornate di formazione per gli operatori all’interno della rete “Resistenze Meticce”: l’intento è di dare ai volontari un’idea sempre più chiara di come funzioni il sistema di rilascio dei permessi di soggiorno e dei meccanismi decisionali della Commissione territoriale di Roma, per aiutare al meglio i migranti che si rivolgono allo sportello.

Il lavoro continua, perché l’esperienza insegna che le richieste di sostegno aumentano a partire dalla primavera, insieme agli arrivi di migranti. Per questo in programma ci sono nuove formazioni in tema di minori stranieri non accompagnati, asilo, e sulle differenti tipologie di permessi di soggiorno.

Con la bella stagione poi inizierà anche l’organizzazione dei “pranzi meticci” e delle iniziative a sostegno di “Infomigrante”. Perché l’accoglienza parte anche dalla conoscenza reciproca, e soprattutto dal lavoro sui nostri territori.

 

 

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