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Contro un’esistenza a Punti: Manifesto Rete delle Scuole Libere

Verso il 18 dicembre 2011 Giornata di azione globale per i diritti dei migranti

Parlare la lingua del luogo in cui si vive è indispensabile per potere esprimere se stessi, i propri bisogni, i propri desideri, e lo è ancora di più per difendere i propri diritti e difendersi dai soprusi e da ogni forma di violenza.
Il fatto di poter imparare la lingua è un diritto esso stesso: uno di quei diritti fondamentali che non possono essere condizionati da qualsivoglia status giuridico o sociale.
In Italia, invece, come in tanti paesi d’Europa, la lingua è stata trasformata dalle ultime normative in materia di immigrazione in un criterio escludente e selettivo.
Il test obbligatorio per l’ottenimento del permesso di soggiorno di lungo periodo, e ancor di più quello che fa da corredo al nuovo “permesso di soggiorno a punti” , ultimo ritrovato del razzismo creativo promosso della Lega Nord, ne sono solo alcuni esempi.
A fronte di pretese sempre più demagogiche e irreali rispetto a quello che i migranti dovrebbero fare per potere abitare in situazione regolare sul territorio italiano, inoltre, sempre meno servizi vengono realizzati a sostegno del loro percorso di immigrazione. I pochi che rimangono sono ogni giorno più soggetti a criteri che li rendono sostanziali strumenti di schedatura e identificazione poliziesca, volti al controllo più che al
supporto delle persone. Questa situazione si inserisce in un panorama più vasto, quello dell’impoverimento sociale, della devastazione del welfare e della regressione dei diritti che le politiche della crisi stanno provocando per tutti. Noi, le scuole di italiano libere, lavoriamo sui nostri territori da anni, cercando di praticare nella nostra quotidianità un modello contrario e alternativo a tutto questo. Insegniamo la lingua a centinaia di donne e uomini all’interno dei luoghi del movimento, quasi sempre nei centri sociali, alimentando spazi liberati da ogni logica selettiva e di controllo delle persone.
Per noi nessuna persona è “illegale” e non chiederemo mai a chi viene a imparare l’italiano tra i nostri banchi un permesso di soggiorno. I nostri corsi sono completamente gratuiti, le nostre lezioni sono costruite sui bisogni di chi viene a seguirle.
Affrontiamo tutti i giorni la contraddizione di contrastare un sistema di cui rischiamo a volte di diventare ammortizzatori sociali a costo zero, come quando aiutiamo le persone a prepararsi per i test di lingua italiana imposti dalle leggi che combattiamo, o come quando ci troviamo a fare da insegnanti di sostegno a giovani cittadini della seconda generazione delle migrazioni, che soffrono più degli altri dei tagli sociali che hanno fatto scomparire dalle scuole pubbliche le figure dei mediatori.
Ma noi, le scuole di italiano libere, di questa stessa contraddizione siamo consapevoli, e costruiamo costantemente, proprio a partire dall’apprendimento della lingua, percorsi di interazione che hanno tra i loro obiettivi quello di unire insegnanti e studenti rispetto a battaglie di giustizia sociale e antirazzismo. In questo senso la nostra strada incrocia pienamente e si sente parte di spazi pubblici e politici di movimento, come “Uniti per l’alternativa”, che lavorando concretamente nella realtà complessa che stiamo vivendo, propongono vie del tutto nuove per uscire dalla crisi senza farla pagare ai più deboli, ai migranti, agli studenti, alle famiglie italiane costantemente imbrogliate da chi delocalizza le loro ansie evocando scenari di “guerra tra civiltà” e rappresentazioni di diritti come posta in palio nelle “guerre tra poveri” che rischiano, nelle congiunture attuali, di provocare danni sociali e culturali difficilmente reversibili.

La Rete delle Scuole Libere è un percorso aperto e condiviso che nasce per unire e dare forza alle tante esperienze diffuse che contribuiscono quotidianamente, tramite l’insegnamento della lingua, alla costruzione di una società più giusta, coraggiosa e solidale.

per partecipare: sportello.infomigrante@gmail.com